Prima domenica d’Avvento

Dal Vangelo secondo Luca: 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

ETIMASIA – PREPARAZIONE DEL TRONO

Etimasia è una parola complessa che racchiude un grande significato biblico. Il trono vuoto, pronto per il Giudizio finale, rappresenta l’ultimo atto della storia umana, un’immagine intensamente evocativa di ciò che è “già e non ancora”.

Storia: Le icone dedicate a questo tema sono rare, di solito inserito in composizioni più ampie e complesse, come il Giudizio Universale o l’icona della Santa Sofia. In entrambi i casi, gli angeli arrotolano i cieli “come un tappeto logoro” e preparano il trono (Etimasia) su cui siederà Cristo per il Giudizio finale. L’immagine isolata della Preparazione del trono si trova solitamente sul retro di icone di altro soggetto, come ad esempio l’icona della Madre di Dio di Vladimir. Sul trono sono posati il manto regale di Cristo Giudice e il Libro dei sette sigilli, che solo l’Agnello può aprire (Apocalisse 5,1-8). Dietro l’altare si eleva una croce con gli strumenti della Passione; sul gradino del trono è poggiato un vaso con i chiodi della Croce. I due angeli circondano il trono con le ali aperte. Il significato del tema è che Cristo occuperà il trono al suo ritorno sulla terra per il Giudizio Universale.

Testo: “È tempo per te di aprire le orecchie, Satana. L’ora presente ti farà vedere l’impero della Croce e il grande potere del Crocifisso. Per te la Croce non è altro che follia, ma tutta la creazione la considera un trono, da dove Cristo, inchiodato ad essa, ascolta come un giudice in carica” (Romano il Mèlode).

Titolo: Etimasia; Preparazione del trono (Hetoimasia Tou Tronou).

Fonti: Salmi 9,8; 110,1; Matteo 25,31-46; Atti 2,34; I Corinzi 15,25; Ebrei 10,13.

Iconografia: Trono preparato con croce e simboli della Passione, cherubini o serafini.

Cosa mi suggerisce la parola

Si apre l’anno liturgico e l’Avvento ci propone un itinerario profondo per vivere con pienezza l’attesa dell’evento che ha segnato la storia dell’umanità: la nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio e salvatore del mondo.

In questo tempo di Avvento siamo invitati a rinnovare la nostra attesa per la venuta del Signore. Non è un tempo lungo come la Quaresima, ma è altrettanto intenso. Ci invita a prendere tempo per contemplare i segni e i simboli che in queste quattro settimane ci accompagneranno.

Il Signore ci aiuta a comprendere il significato di ciò che sta accadendo: quando sembra che tutto debba giungere alla fine, Dio è capace di rendere «vicina» la promessa di bene e di liberazione (cfr. Lc 21,28). Il tema che affrontiamo è forte e può persino suscitare paura, ma il Maestro ci insegna a custodire l’atteggiamento che ci permette di non perdere né la fede né la speranza. Il brano di Luca presenta due modi di vivere, due facce di una medaglia: da una parte, coloro che “moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra” (Lc 21,26); dall’altra, coloro che hanno la forza di “stare in piedi” (Lc 21,36).

Noi, quale faccia della medaglia vogliamo scegliere? La testa o la croce? Quella di chi vive nella paura perché non comprende gli eventi che accadono, non sa a “Chi” affidarsi, oppure quella di chi vive alla presenza di Dio e sa riconoscere i segni del Suo amore anche nelle esperienze più difficili e nelle prove più dure? Se scegliamo la prima, ci condanniamo a vivere nella paura; se scegliamo la seconda, saremo capaci di non lasciarci turbare, affrontando le sfide con la forza della fede. Scegliendo questa faccia della medaglia, resteremo sempre in piedi.

Come cristiani, non dobbiamo cercare un comodo rifugio durante la tempesta, perché abbiamo la certezza che il Signore Gesù ritornerà nella gloria (Lc 21,27). Questa certezza ci permette di affrontare la storia con coraggio, alimentato dalla preghiera costante a cui siamo chiamati per rimanere accanto al Signore.

In questo periodo di Avvento, lasciamoci guidare dalla speranza cristiana che San Giovanni Paolo II ci ha richiamato: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!” È questo l’invito che ci spinge a vivere non con timore, ma con la gioia di chi attende la venuta del Signore, certi che ogni difficoltà è un’opportunità per rafforzare la nostra fede e speranza in Lui.