Chi non è partito per un viaggio almeno una volta, avrà sicuramente vissuto l’emozione dei preparativi, le aspettative e l’incertezza che accompagna ogni nuova partenza. Così è stato anche per Maria e Giuseppe, due giovani che si preparavano al grande viaggio del matrimonio. Cosa sappiamo di questi due giovani, scelti come strumenti dell’opera di Dio, di quel “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14)?
I genitori di Maria erano Gioacchino e Anna. A loro è dedicata una festa liturgica, istituita da papa Gregorio XIII nel 1584 e fissata al 26 luglio. Sebbene queste due figure siano fondamentali nella storia della venuta di Cristo, nei Vangeli canonici se ne parla molto poco. Maggiori dettagli si trovano nel Protovangelo di San Giacomo, un testo apocrifo. Secondo questo scritto, Gioacchino era un uomo pio e molto ricco, discendente della casa di Davide, e viveva vicino a Gerusalemme. Sua moglie Anna, anch’essa di origine nobile, apparteneva allo stesso ramo della famiglia. Gioacchino e Anna si amavano profondamente, ma non avevano figli, a causa della presunta sterilità di lui. Questa mancanza di figli era considerata dagli ebrei come un segno della mancanza della benedizione di Dio.
I due si ritirarono in preghiera e supplicarono Dio di concedere loro la grazia di un figlio. Come accadrà per Maria, anche a loro l’annuncio di una gravidanza giunse attraverso un angelo: “Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai, e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”. Nella tradizione iconografica orientale, vi sono immagini che raffigurano l’incontro tra Anna e Gioacchino, quando quest’ultimo ritornava dalla montagna. Questo incontro, noto come “l’incontro alla porta aurea” di Gerusalemme, è spesso ritratto con un bacio, che si dice abbia portato al concepimento di Maria.

In questa storia di preghiera, speranza e miracolo, vediamo come Dio si fa presente anche nei momenti di difficoltà, rispondendo con grazia e benedizione. Così, come ci ricorda Papa Benedetto XVI: “Chi non è partito per un viaggio almeno una volta, non può comprendere la meraviglia di un cammino che, seppur incerto, è sempre accompagnato dalla luce di Dio.” Maria e Giuseppe, come tanti altri, sono partiti per un viaggio che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’umanità.