“IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE A ABITARE IN MEZZO A NOI” – Giuseppe e Maria verso Betlemme

Vangelo (Lc 2, 1-5)

[1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. [2]Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. [3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. [4]Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, [5]per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

Commento

Siamo ormai giunti quasi alla fine del primo lungo viaggio di Maria e Giuseppe, e del Signore che attende di nascere nel grembo di Maria. I due si mettono in cammino, rispondendo all’invito del grande censimento voluto da Cesare Augusto. Partono da Nazaret, nel nord della Galilea, e si dirigono verso Betlemme, nel sud della Giudea, un percorso di circa 150 km lungo i territori della Palestina che, all’epoca, richiedeva circa dieci giorni di cammino. Questo viaggio è narrato sia nel Vangelo di Luca che in quello di Matteo, che ci raccontano di una famiglia in movimento: prima per raggiungere la città del censimento e poi, dopo la nascita di Gesù, per fuggire dalla persecuzione di Erode.

Nel suo Vangelo, Luca ci presenta una famiglia che non si ferma mai, anche dopo la nascita di Gesù. Ogni anno, infatti, Maria e Giuseppe si recano a Gerusalemme per la Pasqua, trascorrendo almeno un mese in viaggio. Il loro cammino, pur nella sua semplicità e fatica, è carico di significati profondi.

Ci facciamo guidare dagli ultimi tre papi per approfondire il significato del viaggio.

Papa Francesco, nelle sue catechesi, ha sottolineato come questa famiglia sia simbolo di una “famiglia che si lascia guidare da Dio” (Angelus, 25 dicembre 2016). La scelta di Maria e Giuseppe di intraprendere il viaggio, nonostante le difficoltà e le incertezze della strada, è un atto di fede e obbedienza a Dio, che attraverso di loro compie il suo piano di salvezza nella storia.

Anche Benedetto XVI, nella sua riflessione sulla Sacra Famiglia, ci invita a meditare sul significato di questo “viaggio” non solo come un cammino fisico, ma anche come un cammino spirituale di fede, che coinvolge ogni cristiano. Nella sua catechesi del 31 dicembre 2005, il Papa ha evidenziato come la famiglia di Nazaret, pur vivendo in povertà e umiltà, rappresenti il “modello” per ogni famiglia cristiana: un luogo in cui si cresce insieme nella fede, dove si è pronti a seguire Dio anche quando la via appare difficile e sconosciuta.

Infine Giovanni Paolo II, nei suoi numerosi interventi sulla famiglia, ha messo in luce la centralità della famiglia come “scuola di umanità” e di fede, il Papa polacco scrive che la famiglia è il “primo luogo” in cui si educa alla fede e sottolinea l’importanza di seguire l’esempio di Maria e Giuseppe, che pur vivendo un cammino pieno di incertezze, non si sono mai allontanati dalla volontà di Dio. Giovanni Paolo II ha anche enfatizzato la missione della famiglia di essere “in movimento”, come dimostrano i continui spostamenti della Sacra Famiglia, testimoniando una vita che non si ferma mai, ma è sempre aperta all’incontro con Dio e con gli altri.

In definitiva, il viaggio di Maria e Giuseppe ci parla di un cammino che non è mai solo fisico, ma che riflette il cammino spirituale di ciascuno di noi. Come ha sottolineato Papa Francesco, “il cammino della fede è anche un cammino di speranza” (Catechesi, 5 marzo 2014). La Sacra Famiglia, nel suo continuo muoversi, ci insegna a non fermarci mai nella nostra ricerca di Dio e a essere sempre pronti a rispondere alla sua chiamata, anche quando il cammino sembra difficile e incerto.